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Gianluca

Occupation
La costante della mia vita è far cozzare il desiderio affannoso di razionalità con un'innata propensione all'irrazionalità, creando un costante ma precario equilibrio. Un pò quello che fanno tutti, credo. Troppe per deciderne una
July 26

CONDIZIONALE

Ti avrei portata al mare
al tramonto,
o al sorgere del sole.


Con te guardar le stelle,
contarle,
o solo contemplarle.


Avrei sofferto la tua sofferenza,
amato i tuoi amori,
restando sempre me stesso.


Ti avrei offerto la vista
di paesaggi
a me molto cari.


Avrei condiviso
anche quello
che non sai di avere.


Avrei rispettato,
protetto
i tuoi interessi.


Avrei cercato,
costruito
mattoni di vita.


Ti avrei stretta a me
con forza,
per farti sentire protetta.


Avremmo fatto l’amore
dolcemente,
ma anche con foga.


Dannata è la strada
che senza di te
mi trovo davanti.


Avrei potuto insistere
stupidamente
ma non l’ho fatto.


L’uomo che ama
è forse
materia obsoleta.


Ma certo, va bene,
non serve
che io resti deluso.


Non c’è quel rimpianto,
pesante,
di cose non dette.


Soltanto mi affianca quel senso
di avere perduto
qualcosa che non ho mai avuto.


Un’enorme rabbia soffocata,
domata
da un ricordo clemente.


Stanotte avrei dormito.
Avrei.


Saluto tutti quelli che hanno frequentato il mio blog. Questo era davvero l'ultimo post. Ma non scompaio, mi trasferisco soltanto. Sotto trovate il link al nuovo blog. Arrivederci.

NUOVO BLOG!

June 16

Arrivederci

Guardando la data dell'ultimo intervento mi sembra passata un'eternità.
Negli ultimi mesi avrei avuto tante cose da dire, come sempre, più di prima. Uno dei motivi che mi ha tenuto lontano dal blog è il fatto che forse la fase della mia vita che mi aveva spinto ad aprirlo è terminata, sfumando.
Adesso sto entrando in un nuovo ciclo, e la voglia di scrivere sta tornando. Non che non lo abbia fatto durante la mia assenza, ma mi sono buttato su altre cose, lontano dalle polemiche o dai deliri di una mente come tante che cerca solo uno spazio da ritagliarsi.

E' molto probabile che questo sarà il mio ultimo intervento su questo blog, veramente, ma non mi sto contraddicendo. Voglio solo chiuderlo per aprirne un altro, per dare un taglio netto.
Non so se qualcuno di quelli che frequentavano il blog mesi fa leggerà questo intervento prima della sua chiusura, comunque saluto tutti.

Alla fine, forse questo è l'intevento più sentito di tutti quelli che ho postato fino ad ora.

Grazie.
February 24

IL PREVENTIVO

Italia, un futuro non molto lontano.

Il cellulare squillò mentre era in fila.
“Allora caro, come va?”
“Sono ancora in attesa. Meno male che sono arrivato presto, sennò chissà a che ora finivo. Ormai non dovrebbe mancare molto, il mio numero è vicino.”
L’uomo guardò il tabellone dove campeggiava un immenso 44 verde accanto ad un 2 arancione.
“Ho il 47 e stanno servendo il 44.”
“Va bene, telefonami quando hai finito.”
“Ciao amore, incrocia le dita.”
Ripose il cellulare nella tasca della giacca. Il numero 45 si accese prendendo il posto del precedente. Un uomo sulla quarantina si alzò di scatto da una sedia in un angolo e si precipitò allo sportello numero 3. La fila scorreva abbastanza velocemente, anche se di sportelli aperti ce ne erano solo cinque, altri sette erano vuoti con una scritta lampeggiante: “sportello chiuso”.
Il numero 46 sarebbe stato servito dallo sportello 5, ormai era in dirittura di arrivo. Guardò la piccola valigetta che portava con se e l’aprì. Tirò fuori alcuni documenti e li controllò per l’ennesima volta, ma sarebbe stata probabilmente l’ultima, la trafila burocratica era ormai alla fine.
Controllò l’orologio sulla parete. Con un po’ di fortuna sarebbe riuscito a non perdere tutta la mattina per così potere tornare al lavoro.
Il numero 47 si accese con accanto il numero 1. L’uomo si alzò e si diresse allo sportello mal celando una certa fretta, come facevano tutti.
“Buongiorno signore.”
“Buongiorno a lei, sono qui per il preventivo.”
“Certo. Mi dia la sua carta.”
L’uomo estrasse il portafoglio e tirò fuori una tessera magnetica dove tutta la sua vita veniva registrata.
“Ecco, prenda.”
La signorina al di là dello sportello prese in mano la carta con noncuranza e la infilò in una fessura accanto alla tastiera del computer, non distogliendo mai lo sguardo dal monitor.
“Bene, vedo che dovrebbe aver fatto ormai tutti i documenti. Ha con se i moduli?”
“Certo che ce li ho. Ci mancherebbe anche questa. Prenda.”
L’uomo consegnò la manciata di carte che aveva in precedenza estratto dalla valigetta e li passò alla ragazza, che controllò i documenti uno per uno velocemente, aggiungendo i dati nel computer, poi sì alzò e si diresse verso uno schedario, li spillò tutti insieme e li ripose dentro ad un cassetto, tornando infine allo sportello e sedendosi di nuovo davanti al monitor. Digitò alcuni comandi e la carta uscì dalla fessura. La ragazza la prese e la restituì all’uomo.
“Tenga. I dati adesso sono aggiornati. Vedo che non ha l’esenzione dal pagamento del ticket.”
“No, non ce l’ho. Quanto devo pagare?”
"Sono 150 euro. Per pagare si può mettere in coda alla macchina gialla che c'è nell'ingresso. Intanto elaboriamo i nuovi dati. Appena ha pagato può tornare qui allo sportello."
"Devo fare di nuovo la fila?"
"Sì, ma non si preoccupi, la cosa è molto veloce. Lo sportello 2 serve solo per i risultati, quindi farà molto in fretta."
L'uomo si avviò verso l'ingresso osservando la carta magnetica che aveva in mano. Adesso tutto era così semplice. I suoi soldi e tutte le statistiche che riguardavano le spese che normalmente effettuava erano lì dentro. I dati potevano essere aggiornati solo una volta l'anno. Il preventivo si basava su quello che lui e la moglie avevano a disposizione per vivere e su quello che normalmente spendevano. Sapeva che il margine era minimo, dato che era difficile arrivare a fine mese con i loro due stipendi, ma questo preventivo per loro era di vitale importanza.
La fila alla macchinetta gialla era più breve del previsto, perché scorreva velocissima. Dopo un paio di minuti si ritrovò davanti al monitor. Inserì la carta nella fessura della macchina.
"Specifichi l'importo del ticket." Disse una voce registrata.
L'uomo digitò 150 e la macchinetta risputò indietro la carta. Dopo alcuni secondi uscì anche un foglio stampato con l'importo del ticket versato.
Tornò agli sportelli e si preparò a fare di nuovo la fila. Anche il numero veniva dato da una macchina. L'uomo schiacciò il tasto relativo alla voce "Esibizione Ticket Pagati", ed uscì il numero 97. Sullo schermo, allo sportello due, stavano servendo il numero 95. Sarebbe stato realmente veloce.
Dopo un paio di minuti il 97 verde apparve sul tabellone. L'uomo si avvicinò allo sportello.
"Ecco la ricevuta del ticket."
"Mi dia anche la sua carta, prego." Disse il ragazzo allo sportello.
"Ah sì, subito."
L'uomo tirò fuori la carta magnetica e la consegnò al ragazzo, che la inserì nella fessura accanto alla tastiera. La stampante fece uscire il risultato.
Il ragazzo restituì la carta all'uomo insieme al foglio uscito dalla stampante.
"Ecco a lei, buona giornata."
L'uomo prese il foglio ed uscì dall'agenzia. Non aveva il coraggio di guardare il risultato. Appena uscito aprì lentamente il foglio e lo lesse attentamente.
Non credeva ai suoi occhi. I loro liquidi non erano ancora sufficienti. Come avrebbe fatto a dirlo alla moglie? In fondo al foglio una grossa scritta nera diceva perentoriamente: "altamente sconsigliato".
Tutti i sacrifici ed i tagli alle spese che avevano fatto nel corso dell'ultimo anno non erano bastati. Il loro tenore di vita doveva essere ulteriormente ritoccato se volevano avere la possibilità di un responso positivo.
L'uomo tirò fuori il cellulare e scelse dalla rubrica il numero della moglie. Dopo un solo squillo la moglie rispose.
"Caro, dimmi, com'è andata?"
"Mi dispiace amore, ma anche stavolta è negativo."
"Ma cosa dobbiamo fare ancora? Già l'anno scorso avevamo tirato la cinghia. Quest'anno di più e ancora è negativo. Non ne posso più." La donna stava per piangere.
"Amore non fare così. Ci riproveremo di nuovo. Taglieremo ulteriori spese e vedrai che l'anno prossimo il preventivo sarà positivo."
"Va bene caro... Ci vediamo dopo."
"Ciao."
Riattaccò il cellulare pensando ai 150 euro spesi ancora una volta inutilmente. Quel mese sarebbe stata più dura del solito.
Ancora per un anno, non avrebbero avuto figli.

February 17

SETTE COSE...

Ultimamente, come avrete intuito, attraverso un periodo di vuoto, per quanto riguarda il blog. Mi succede sempre più spesso. Non che non ci siano temi importanti al momento, ma non mi riesce di tradurli in qualcosa di costruttivo, quindi preferisco non scrivere niente.
Mi viene data la possibilità di partecipare ad un giochino... perché no?
Allora...

Sette cose che voglio fare prima di morire:

1. Trovare la persona giusta
2. Avere almeno un/a figlio/a

3. Comprarmi una casa
4.
Scrivere e pubblicare un romanzo
5.
Andare in Giappone
6. Imparare
il Giapponese
7. Vedere New York


Sette cose che NON posso fare:

1. Diventare una donna!
2. Diventare un metro e novanta!
3. Legarmela al dito.
4. Diventare sano di mente.
5. Volare.
6. Diventare uno stronzo.
7. Innamorarmi ogni cinque minuti.

Sette cose che mi piacciono del bloggare:

1. Posso esprimere le mie opinioni su molte cose.
2. Posso sfogarmi.
3. Condividere punti di vista con altre persone.
4. La compagnia.
5. Scrivere per il solo piacere di farlo.
6. Fare conoscere a quelli che conosco una parte di me normalmente non visibile.
7. Sentirmi parte di qualcosa.

Sette cose che dico spesso:

1. Eh beh...
2. Boia! (grazie a due miei colleghi di lavoro)
3. Sto impazzendo!
4. Ma che cazzo mi è saltato in mente?
5. Ma poi pe' icché? (grazie a mio fratello)
6. Sei una fava!
7. Bravissima! (sempre grazie ai colleghi)

Sette libri che mi piacciono:

1. Io Uccido (G. Faletti)
2. Il Codice Da Vinci (D. Brown) Checché se ne dica, mi è piaciuto.
3. Il Signore degli anelli (J.R. Tolkien)
4. Ivanhoe (W. Scott)
5. Iacobus (M Asensi)
6. Lo Zahir (P. Coelho)
7.
Harry Potter (ehm... qualcosa da ridire?)

Sette film:

1. Matrix
2.
Ritorno Al Futuro
3.
Blade Runner
4.
Indiana Jones Ed I Predatori Dell'Arca Perduta
5. Il Signore Degli Anelli
6. Il Gladiatore
7.
Il Sesto Senso

Adesso devo coinvolgere altri cinque:
Stregaia
Lucciola
Homer
La Chicca
Padmani
Tocca a voi!
January 29

L'INCIDENTE

Vedi un incidente e subito ti chiedi cosa sarebbe successo se tu fossi stato una delle vittime.
I pensieri corrono a quello che hai realizzato nella vita, a quello che ancora vuoi realizzare. Ti chiedi a cosa serva tutto questo arrabattarsi per arrivare all'appuntamento con un incrocio. Succederà anche a te un giorno, o sarai tra i pochi fortunati che si spengono dolcemente nel sonno, circondato dagli affetti più cari, soddisfatto di quel poco che sei riuscito a guadagnarti con il tuo impegno, il tuo cuore?
Il tempo. Il tempo è quello che permette alle nostre vite di scorrere, ma più scorre e più il suo peso dietro di noi si accumula. Vorremmo usarlo tutto, non buttarne via neppure una minima parte, ma nonostante tutti i buoni propositi lo sprechiamo, tutti i giorni.
Ma in realtà non sappiamo veramente cosa voglia dire sprecarlo. Lui scorre, sia che dormiamo, sia che corriamo, sia che facciamo l'amore, sia che combattiamo una guerra.
Ogni cosa che facciamo ne esclude per forza di cose infinite altre solo in potenza.
In questo momento forse lo sto sprecando, forse non potrei effettivamente usarlo meglio, non lo posso sapere.
So però cosa c'è che in questo istante me lo farebbe considerare non perso.
Una persona.
Una persona alla quale non riesco a non pensare, nonostante mi ripeta che è irrazionale, che dovrebbe essere un discorso non solo già chiuso, ma mai aperto.

Essere vivo a volte è forse l'unica ragione della vita, anche se può apparire riduttivo. L'amore dopotutto ne è una parte. Perché mai, nonostante la maggior parte di noi si vergogni magari a dirlo apertamente, sentiamo che è così importante?
La vita, senza, è veramente sprecata?
Ma allora, è l'amore la nostra ragione di vita?
Sempre e comunque, in ogni sua forma?
Rimango per ora qui, a sperare a qualcosa che dubito fortemente si possa avverare, non capendo se è tempo sprecato.



January 21

DIETRO LE QUINTE

Vivi la tua vita, tranquillo. Almeno tranquillo relativamente, con gli alti e bassi che più o meno tutti hanno. Una vita normale, con quello che questa parola può voler dire. Fai del tuo meglio nelle cose che ti piacciono o almeno in quelle che pensi ti diano particolare piacere o frutto. Ma qualcosa dentro di te non va. Un tarlo che piano piano ti mangia da dentro senza saper come fare a farlo smettere. Qualcosa che senti quasi di dovere frenare, qualcosa che sai ti farebbe fare cose che di solito non fai, che non osi fare. Però quel qualcosa è lì, dentro, e ti spinge ogni giorno a chiederti cosa c’è che realmente non va nella tua vita che non possa appartenere anche ad un’altra. Parte l’immancabile pensiero che ti porta a dire a te stesso che c’è sempre chi sta peggio di te. Poi ci ripensi e ti dici che però c’è anche chi sta meglio e non capisci il perché. Qualcosa ti manca e ti chiedi cosa sia.

E’ a questo punto che esiste una differenza. Cos’è questo qualcosa che ci fa sentire dentro una smania incontentabile ed inesprimibile? Cosa è realmente ciò che ci spinge a chiederci se la nostra vita sia davvero quella nostra? A questo punto si distinguono due categorie di persone.
Da una parte quelle che continueranno a chiederselo per il resto della loro esistenza, senza mai sapere in realtà cos’è quel senso di vuoto che le attanaglia a fasi alterne.
Dall’altra quelle che cercano di focalizzarsi su qualcosa, un progetto, una meta.
Magari la meta stessa è un’illusione, forse no, ma a questo punto anche qui c’è una distinzione.
C’è chi arriva alla meta e chi no.
Semplicistico? Forse. Sicuramente esistono milioni di sfumature, miliardi, ognuno ha la sua.

In questo momento mi sento dietro le quinte. Vedo lo spettacolo della vita da una posizione che sembra privilegiata, ma oscura, al rovescio, da dietro. A volte organizzo, tiro i fili, poi resto a guardare quello che ho preparato, dall’ombra.

Non mi basta più. Voglio essere sul palcoscenico, il mio personale palcoscenico. Ognuno ha il suo dentro di se. Io scalpito all’idea di esibirmici sopra, ma il giorno della prima deve ancora essere stabilito. Intanto continuo a scalpitare.


E adesso vi lascio con una perla del Berlusca a Matrix di ieri sera sulla Par Condicio, o come la chiama lui Impar Condicio o Marx Condicio.

“Io penso che un partito che ha una certa parte di voti, debba avere la stessa parte di voce.”

Quindi se un partito ha il 90% di voti, dovrebbe avere il 90% degli spazi elettorali?
Ma così non si arriva alla dittatura?

January 18

5 COSE

Come avevo promesso, ecco le mie cinque fissazioni.

1)      Quando mi trovo a leggere qualcosa, a guardare qualcosa con interesse, mi ritrovo a strusciare l’indice ed il medio della mano sinistra sul naso e sulla fronte. A volte lo faccio senza accorgermene per molto tempo causandomi rossore cutaneo!

2)      Sono rapito da alcuni rumori che nonostante tutto sono per me soporiferi. La centrifuga della lavatrice, il ronzio elettrico di una stufetta o di un phon, l’automezzo che effettua la pulizia delle strade, una betoniera che mescola il cemento in lontananza…

3)      Quando sono in casa in campagna, il sole è tramontato ed inizia a piovere con lampi e tuoni, a volte esco di casa e me ne vado a vedere la campagna nel momento in cui un lampo la illumina a giorno. Lo trovo uno spettacolo imperdibile!

4)      Accumulo roba sulla mia scrivania fino a che, arrivato ad un punto di non ritorno, comincio a gettare il superfluo ed a mettere a posto il resto. Alla fine di questa operazione il casino rimane e la scrivania è sempre troppo piena di cianfrusaglie comunque.

5)      Quando sono solo in macchina metto su un CD ed incomincio a cantare a squarciagola. Per non fare figuracce con la gente che mi vede mi metto l’auricolare all’orecchio, così pensano che stia parlando o litigando con qualcuno.



Adesso devo scegliere altri 5 bloggers.

Un bel casino, visto che il gioco è tanto che c'è:

Eccoli:

Antonio

Fataluna

Passwordina

Kela

Elle

 Ciao a tutti. A volte fa bene staccare.

January 17

Io Non Sono Un Moderato

Stasera avrei dovuto scrivere 5 mie fissazioni, per partecipare ad un gioco che si sta svolgendo tra bloggers, ma rimando a domani sera.
Stasera sento il bisogno di citare un post apparso sul blog di Beppe Grillo.
 
Dario Fo candidato alle primarie dell'Unione del 29 Gennaio per diventare sindaco di Milano.
 
IO NON SONO UN MODERATO
 
Se cercate un moderato state attenti a votare per me, perché con me si rischia!
Ma veramente volete un sindaco moderato?
Il moderato è forte con i deboli e debole con i forti.
Il moderato finge di risolvere i problemi senza affrontarli!
Il moderato chiude un occhio sulle speculazioni edilizie.
Il moderato caccia gli inquilini dalle case in centro e poi le rivende ai magnati della speculazione.
Il moderato trasforma in ghetto la periferia.
Il moderato accetta una scuola per ricchi e una per i poveri.
Il moderato lascia intristire la città, e applaude ai grattacieli.
Il moderato teme di dispiacere ai cittadini che contano e non concede la parola a quelli che non hanno voce.
Il moderato non cambierà mai nulla.
Il moderato non risolverà il problema dell’inquinamento di Milano, non salverà i polmoni da settantenni dei bambini di 5 anni.
Il moderato non vi libererà dal traffico, dal milione di automobili spernacchianti che hanno trasformato la città in una camera a gas.

Oggi sembra che non essere moderati sia un difetto o un delitto; oppure che sia un privilegio dei giovani.
Ma ci vogliono tanti anni… per diventare veramente giovani!
Milano, se la mi musica e’ troppo forte, allora vuol dire che stai diventando troppo vecchia.
Nessun moderato ha mai fatto la storia, e nessun moderato ha mai preso un Nobel.
Io non sono un moderato!
Sarò un sindaco che rischia. Perché credo che il rischio del cambiamento sia l’unica risposta corretta per chi investe il suo voto in un progetto per Milano.
Se scegliete di votare per me, rischiate molto… rischiate persino di trovarvi finalmente a vivere in una città migliore!


Dario Fo
 
 
Non so cosa succederà. Beppe Grillo sembra molto ottimista al riguardo, io lo sono un po' meno. Devo ammettere però che la possibilità mi stuzzica. Vedremo.
 
 
January 15

Quand'ero piccolo...

Quand’ero piccolo pensavo che per far nascere una vita ci volesse l’amore fra due persone, puro ed assoluto. Adesso so che l’amore può anche non esserci, basta il sesso… o la provetta… ci deve essere un utero.


Quand’ero piccolo se mi dicevano che ero precoce era un complimento, mi sentivo orgoglioso di essere intelligente. Adesso se mi dicessero che sono precoce non ne sarei così contento e mi toccherebbe andare dall’andrologo.


Quand’ero piccolo mi piaceva l’odore della benzina, quella rossa, con il piombo, quella verde non c’era. Una cosa che aveva un tale odore non doveva essere poi così male. Adesso so che la benzina inquina, con o senza piombo.


Quand’ero piccolo pensavo che lo stato fosse il bene. Una specie di ente che vegliava sulla vita di tutti interessandosi di loro. L’espressione della libertà e della democrazia, come ci dicevano a scuola. Adesso non so cosa sia esattamente uno stato. C’è chi lo chiama azienda, chi branco di ladri.


E voi?

January 06

IL PESCE

C'era una volta un pesce. Niente di speciale. Come lui ce ne erano tanti nel lago in cui viveva, tutto il suo mondo. Un giorno, mentre nuotava tranquillamente vicino al fondo, decise di risalire verso la superficie, per vedere la luce che filtrava dal pelo dell'acqua. Lo spettacolo era straordinario come sempre. Dopo un po’ che nuotava, vide qualcosa luccicare, in alto. Si avvicinò per guardare meglio e lo riconobbe.

 

Il pesce ripensò a quello che gli era stato detto da un vecchio e saggio pesce molto tempo prima.

“Il destino della maggior parte di noi è di trovare il nostro amo.” Disse il saggio.

“Che cos’è?” aveva chiesto il pesce, ancora molto giovane.

“Nessuno lo sa con certezza, ma si pensa che sia la ricompensa più grande che si riceva nella vita.”

“Ma molti di noi non vengono mangiati da altri pesci più grandi? ”

“Anche questo è vero, ma se si ha la fortuna di vivere a lungo, allora è meglio cercarsi un amo.”

“Come è fatto?”

“Pochi l’hanno visto, ma sicuramente lo si riconosce quando lo si vede.”

“Ma una volta che si trova un amo e lo si prende, cosa succede?”

“Fai molte domande giovane pesce. Anche per questo non ho una risposta certa, ma si pensa che si vada in un posto migliore, una nuova vita.”

“Ma dove si trovano gli ami?”

“Vicino alla superficie, da dove arriva la luce. L’amo stesso proviene dalla luce e ci porta chi lo trova.”

Il piccolo pesce aveva deciso che un giorno lo avrebbe preso, quando sarebbe stato il tempo giusto.

 

Il pesce osservò lo strano oggetto che sembrava fluttuare nell’acqua. Luccicava e sembrava che anch’esso fosse fatto di luce. Notò anche che aveva qualcosa attaccato. Si avvicinò nuotando in circolo per vedere meglio che cos’era. Lo riconobbe e capì quello che doveva fare. La sua vita da solo in mezzo al lago era stata lunga e si sentiva pronto. Aprì la bocca e prese l’amo.

 

Il pescatore sentì che qualcosa aveva abboccato. Cominciò a tirare la canna e ad arrotolare la lenza. Senza troppa fatica tirò su il pesce che era attaccato all’amo. Lo guardò e ci rimase male.

“Mi dispiace piccolo, non sei quello che stavo cercando. La preda che cerco è più grande, più bella. Adesso ti rimetto in acqua.”

Il pescatore estrasse delicatamente l’amo dalla bocca del pesce, poi lo adagiò nell’acqua lasciandolo andare.

 

Il pesce cominciò a nuotare di nuovo verso il fondo. Il saggio aveva ragione. L’amo che aveva creduto di riconoscere non era il suo. Sarebbe tornato di nuovo in superficie a cercarne un altro, ma non subito.

January 05

BLACK OUT

Salve a tutti.

Si, ci sono ancora. Ho avuto un periodo di black out informatico. Non voglio farla troppo lunga sul perché, ma mi è servito per vedere se riuscivo a stare senza la rete. Beh, sono sopravvissuto. Mi sono accorto che amo più il fine del mezzo e questo è un bene. A questo punto ringrazio tutti quelli che hanno continuato a bussare alla mia porta nonostante fosse chiusa. Appena posso vengo a farvi una visitina uno per uno, promesso.
A presto.
October 25

NEOCORTECCIA

Di solito cerco di essere onnivoro quando si tratta di leggere qualcosa. Mi sono addentrato così nelle moderne teorie psicanalitiche e la cosa mi sta facendo profondamente schifo. Non è che tutto quello che leggo sia sbagliato, sia chiaro, ma alcune sono e rimangono teorie.
Una delle cose più squallide è tutto ciò che riguarda la neocorteccia cerebrale.
Noi ce l'abbiamo.
Gli animali non ce l'hanno.
L'idea di superiorità sugli animali, tipica dell'uomo in ogni epoca storica, ha semplicemente spostato il peso dalla religione, che oggi nel mondo occidentale non segue quasi più nessuno, alla scienza.
Il tuo cane ti dimostra affetto? Quando ti vede sembra impazzire di gioia? Tutte balle. Lui, poverino, non ha la neocorteccia, non può avere sentimenti, è una macchina biologica, perfetta ma fatta di puro istinto. Per lui tu sei solo un capo branco. Non ti illudere, non ti ama perché non può farlo, perché non ha la neocorteccia...
Che squalllore.
Ma allora da dove scaturiscono dei concetti così poco... umani? Dalla neocorteccia naturalmente.

"Ehi, dichiariamo guerra all'Iraq, la mia neocorteccia me lo ha consigliato."
"Ehi, mettiamo una bella bomba e facciamo una strage, ho sognato la mia neocorteccia che me lo suggeriva."

Mi viene in mente allora che chi ci governa forse ha la neocorteccia molto sottile ed un ipotalamo da guinnes. Dovrebbero pesarlo l'ipotalamo.

"Lei ha l'ipotalamo troppo grosso, mi dispiace ma nella vita potrà fare solo l'idraulico... forse"
"Ehi, ma io appartengo ad una famiglia molto potente e ricca!"
"Questo è vero... ma lei è solo una macchina biologica, efficiente ma quasi priva di sentimenti."
"E con questo? Sono mai serviti i sentimenti per governare? Piuttosto non sono sempre stati un intralcio?"
"Sì, ma le cose devono pur cambiare, glielo dice uno che ha neocorteccia da vendere, arrivederci."

Stiamo andando alla deriva. Siamo al delirio della spersonalizzazione. Tutto è spiegabile in termini quantitativi, anche i sentimenti, le reazioni.
Ma ci guadagniamo veramente qualcosa da tutto questo?
Se uno psicologo si innamora cosa fa? Pensa che tanto è solo la sua neocorteccia che lo sta prendendo in giro, mandandogli segnali che cammuffanno quelli primordiali dell'ipotalamo?
Riappropiamoci dei sentimenti. Magari qualcosa di positivo succede.

October 14

DIETRO LA PORTA

Ormai aveva deciso. Doveva entrare, ed al più presto. Si incamm...

BASTA!

Ma a chi voglio darla a bere? Basta con le perifrasi, i giri di parole, non servono più. Vi ringrazio tutti per i bei commenti di incoraggiamento che mi avete scritto, anche se in realtà per la maggior parte di voi (tutti a parte un paio), io non sono altro che file di parole su uno schermo. Grazie davvero.
La porta l'ho aperta, ma dietro ho trovato un muro.
Come è possibile?
Sapete, nella vita capita di illudersi, di vedere cose che non ci sono, farsi castelli in aria che poi cadono al suolo dissolvendosi come sale in acqua. Eppure mi sembrava così palese... sono così stupido? No, non credo di esserlo. Semplicemente forse non conosco la natura umana come pensavo di conoscerla. O forse a volte il desiderio edonistico di essere amati, apprezzati, porta a gesti che illudono chi, come me, si trova a volerlo dare l'amore e non solo a prenderlo?
Eppure ho provato anche a resistere, a dirmi che non dovevo cascarci, quando mi sembrava di avere capito qualcosa che a questo punto non è mai esistita. Piano piano mi sono lasciato andare, ho valutato le possibilità, cercando di razionalizzare ciò che è impossibile da razionalizzare, ed alla fine ho ceduto, di fronte ad un sentimento che non mi è riuscito di arginare. Ho lasciato che uscisse allo scoperto dentro me, nonostante la paura che si può provare alla mia età, dopo varie delusioni.
In questo momento non nascondo la rabbia che provo, e non ci provo neppure a nasconderla. Ovviamente mi chiedo se non abbia sbagliato i tempi, se non sia stato maledettamente frettoloso, che se qualcosa poteva esserci, adesso è troppo tardi per rimediare, solo perché non ho saputo aspettare e mi sono bruciato.
Ma è paradossale.
Ho passato una vita a farmi sempre problemi, a non saper esprimere i miei sentimenti, perdendo occasioni importanti, per quell'insana paura che guida il tuo corpo più della ragione del cuore. Adesso ho provato a fare il contrario, a non nascondermi, ma la musica non è cambiata. Un mio amico con cui mi sono confidato mi ha detto che gli sembrava una cosa da quindicenni. Lo rispetto come amico, ma si sbaglia. Il suo punto di vista è tipico di chi i sentimenti rinuncia a viverli dandosi come alibi che sono ridicoli, ma non lo sono. Un collega di lavoro stasera mi ha parlato del destino, forse esiste, forse no, forse, forse... ma vaffanculo ai forse. Con i forse non si vive mai appieno, mi sono detto, ed allora mi sono buttato. Il destino non esiste, ce lo dobbiamo creare giorno dopo giorno, anche se indubbiamente la nascita ci butta a casaccio su questo mondo dandoci vantaggi o svantaggi.

Di una cosa sono contento stasera, nonostante l'adrenalina che ho in corpo mi farà dormire pochissimo. Ho dimostrato a me stesso di riuscire a non nascondere i miei sentimenti, come facevo in passato. Non mi trincererò più dietro i silenzi, le frasi non dette. Può darsi che
stasera abbia sbagliato, e forse me lo chiederò per tutta la vita, ma è normale. Se non ci avessi provato mi sarei chiesto la cosa inversa. Era un rischio che dovevo correre. Ma allora che cosa è questa rabbia che ho dentro, che brucia come un fuoco gelido? Forse è solo la rabbia inutile di chi sente che qualcosa è andato storto ma non lo accetta, o più semplicemente è amore.
Visto come sono andate le cose penso che mi rimarrà il dubbio.
Una cosa è certa. Continuerò ad urlare sempre, ad alzare la voce, a farmi sentire, per essere vivo.
October 11

IL LUPO PERDE IL PELO...

Una volta avevo una specie di diario che ancora conservo. Era un piccolo Sketcbook, pieno di pagine bianche con una grande voglia di essere riempite... ma eccolo qua. Incredibile ma vero, si trova ancora a portata di mano, su una libreria. Non lo getterò mai, sarà prima lui a perdersi, se glielo permetterò.

La data dell'ultima cosa che ho scritto:

Lunedì 13 Maggio 1996

"Prigioniero di un gioco violento di luci e di ombre, di sguardi e parole, di sogni intriganti e impossibili che avvolgono il tempo e lo spazio, che stendono reti di improbabili amori su una spiaggia arida. Catturato da oscuri soli, con forza sbattuto indietro arranco in avanti cercando un appiglio qualsiasi... ma è sbagliato. Guardare in avanti e aggrapparsi a ciò che può resistere, non alla prima sporgenza che appare. Guardare negli occhi l'anima sconosciuta di chi ti getta la corda e trovare rifugio sicuro. Ed io? Ho mai teso la mano? Ma è un mondo di naufraghi e sono nel mezzo ed il mio braccio non sarà mai d'aiuto a qualcuno.
Mettere le ali allora, volare sul confine dei fluidi come il gabbiano che pesca... a me basta un solo pesce"

Questo scrivevo, più di nove anni fa. Il suo senso mi appare ancora chiaro, nonostante siano passati tutti questi anni.
Stasera, amaro scherzo del destino, mi sento un po' come allora, sbattuto indietro nel tempo. Anche se l'età è diversa, i sentimenti sono gli stessi. Solo non voglio un pesce qualsiasi, l'ho già scelto.
October 01

IL PASSO SUCCESSIVO

Osservare le porte aperte comiciò a sembrargli una perdita inutile di tempo. Percepiva adesso un forte senso di fastidio, generato dal rendersi conto che il solo motivo per cui non riusciva a decidersi era la paura, irrazionale ed ingiustificata. Più il tempo passava e più cresceva dentro di lui una rabbia che si alimentava di se stessa in un vortice privo di fondo. Una paura opposta era quella della chiusura delle porte, che ormai sembrava imminente. Forse si sbagliava, ma non poteva continuare ad attendere con il rischio che succedesse l'irreparabile.

Si concentrò a fondo, per ascoltare il suo animo e capire quale fosse la scelta da fare. Non la più giusta, perché questo non l'avrebbe mai saputo, ma quella verso cui il suo cuore lo voleva dirigere. Un'illuminazione. Questo stava cercando. Pensò ad un altro momento in cui aveva pensato di averla avuta prima di ripiombare nell'indecisione, ed alla fine capì. Adesso sapeva quale era la soglia da varcare. Si preparò con cura, aspettando l'attimo in cui la musica che proveniva da dentro l'avrebbe avvolto in modo tale da non dargli altra possibilità se non quella di entrare.


Non vorrei annoiarvi troppo, ma ultimamente il mio modo di urlare è focalizzato in un punto preciso. In attesa di tempi diversi in cui riuscirò di nuovo ad alzare la voce come si deve... scusate.
September 24

LA SCELTA

Trovandosi davanti a due porte aperte, si fermò. L'indecisione non era mai stata così palpabile e lancinante. Dentro di se tratteneva uno strazio mai provato prima, paura per l'ignoto mista ad eccitazione per il nuovo. Sapeva che al punto in cui era arrivato, varcare una delle due soglie avrebbe significato chiudere forse per sempre l'altra. Il problema è che in un modo o nell'altro veniva attratto e respinto da entrambi i varchi.

Da una parte poteva percepire un profumo fresco, giovane, anche se il rumore di fondo era a volte assordante, a volte sordo. Il rumore però poteva anche essere gradevole, visto il silenzio in cui si era trovato da molto tempo, innaturale e pesante. La tentazione di entrare era strisciante, subdola, e sembrava partire da una parte del suo animo che non si ricordava di possedere.

Dall'altra proveniva una musica rilassante ed avvolgente, matura ed a tratti dolcemente infantile. L'odore era appena percepibile, ma faceva nascere dentro di lui un'attrazione quasi chimica, automatica e potente. Lo sforzo per non entrare era palese, fisico, e partiva da una parte dei suoi ricordi che non si poteva scordare di possedere.

Il suo sguardo non riusciva a darsi pace. I suoi occhi erano persi in un moto pendolare irregolare e nervoso. Per quanto tempo sarebbero rimaste aperte le porte non lo poteva sapere, e questo univa al dubbio la paura di vedersele improvvisamente chiuse entrambe, lasciandolo nel buio in cui ormai stava vagando da tempo immemorabile. Per ora comunque le porte erano aperte. Decise quindi che poteva permettersi di aspettare ancora un po', forse non troppo, ma ancora lo poteva fare.

Le porte erano lì, apparentemente non percepivano lo sforzo dell'attesa...

September 16

PRECIOUS

Le cose preziose e fragili
Hanno bisogno di cure particolari
Mio Dio, che cosa ti abbiamo fatto?

Abbiamo sempre cercato di condividere
La più delicata attenzione
Adesso guarda cosa ti abbiamo restituito.

Le cose sono state danneggiate
Le cose sono state spezzate
Pensavo che ci saremmo riusciti
Ma le parole rimaste non dette
Ci hanno lasciato così fragili
C'era rimasto così poco da dare...

Angeli con ali d'argento
Non dovrebbero conoscere sofferenza
Vorrei poter soffrire al posto vostro.

Se Dio ha un progetto
Che solo lui conosce
Spero che stia guardando attraverso i vostri occhi

Le cose sono state danneggiate
Le cose sono state spezzate
Pensavo che ci saremmo riusciti
Ma le parole rimaste non dette
Ci hanno lasciato così fragili
C'era rimasto così poco da dare...

Prego che tu impari ad avere fiducia
Ad avere fede in noi
E far posto nel tuo cuore per due

Le cose sono state danneggiate
Le cose sono state spezzate
Pensavo che ci saremmo riusciti
Ma le parole rimaste non dette
Ci hanno lasciato così fragili
C'era rimasto così poco da dare...


                    Traduzione da Precious - Depeche Mode

September 13

IL DUBBIO

Assilla ed abbatte, senza parole
spinge all'attesa, al rimandar gesti
che restan sospesi al par di nuvole
nere che incombono e ispiran funesti

presagi. Sospetto ch'amante vuole
scacciare, paura d'agir che resti
bloccato, l'indecisione che sole
non far afferrare gl'attimi lesti

a passare. L'improvviso coraggio
d'impavido cuore, veloce intento
d'incosciente passione, può toglierlo.

Ma anche accade, seppur meno saggio,
ch'esso si sciolga per altrui intervento
che d'un sol colpo vada ad abbatterlo.

September 08

DEFINIZIONI

SIMBIOSI: particolare forma di convivenza tra due o più organismi animali o vegetali, appartenenti a specie diverse; se da tale associazione proviene vantaggio per tutti i soci.
La particolare situazione che si crea quando fra più individui esistano rapporti da cui essi traggono vantaggio reciproco.

SIMBIONTE: ciascuno dei due o più organismi che vivono in simbiosi.

PARASSITA: in biologia, di organismo animale o vegetale, che vive a spese di altro organismo.

UOMO: individuo della specie umana; dal punto di vista zoologico, è un mammifero dell'ordine dei primati ed è l'essere più evoluto del regno animale, caratterizzato dal grande sviluppo della massa cerebrale e del sistema nervoso e dall'alto grado dell'intelligenza.

INTELLIGENZA: la virtù di chi è intelligente.
Capacità di comprendere, di intendere a fondo una cosa.
La facoltà intellettiva, propria dell'uomo.

COMPRENDERE: capire.

CAPIRE: comprendere, penetrare con la mente un concetto, una questione, un problema.

PROBLEMA: cosa complessa la cui soluzione dipende da più fattori.

Ognuno tragga le sue conclusioni, magari è solo una stronzata. Quale definizione ritocchereste? Nel regno animale, dove poniamo l'uomo?
September 03

L'ARROSTO

A volte mi chiedo quale sia il confine tra dire... e fare.
Quando ci animiamo di buoni propositi o meno, quando decidiamo di realizzare qualcosa, quanto di quello che ci ripromettiamo viene effettivamente portato a termine?

Qual è il confine fra fumo ed arrosto?

Nella vita interagiamo con molte persone, più o meno superficialmente, più o meno profondamente. A volte non esiste ciò di cui annusiamo il fumo. A volte il pezzo di carne è succulento, corposo, ma non lo mostriamo. E' così che nascono amicizie, amori, rapporti di lavoro... e che muoiono, quando ci si stanca di cercare l'arrosto del quale abbiamo creduto di percepire il pro-fumo.



Queste riflessioni mi portano a pensare ad un altro tipo di fumo, di scala superiore.
Il nostro progredito mondo occidentale sparge il suo fumo su tutto il globo. Tutto è controllato, guidato, previsto. Tutte balle. Che non ci sia arrosto lo si capisce quando esplode una bomba ed uccide persone innocenti, quando la furia della natura colpisce. Quello che sta succedendo a New (Old?) Orleans mostra il limite del nostro fumo occidentale. La prima potenza mondiale, gli Stati Uniti, colpiti con diecimila morti.
Che differenza ci sarebbe se l'uragano avesse colpito paesi come, che so, il Bangladesh? Nei paesi poveri, dove non esiste acqua corrente ne elettricità, oggi avrebbero già iniziato a ricostruire, ad arrangiarsi, come da sempre sono abituati a fare. In un paese ricco invece la gente è abituata all'acqua corrente, all'elettricità, a procurarsi il cibo con denaro e carrello della spesa. Le persone non sanno nemmeno da che parte iniziare per ricostruire. Quel che è peggio è che i più colpiti sono i più poveri, gli afro-americani, che però sono abituati a quelle comodità che in un paese povero non esistono neppure.
La cosa peggiore non è vivere in un paese povero, ma essere povero in un paese ricco.
Così noi occidentali stiamo scoprendo increduli di non avere arrosto ma solo fumo, che spesso è quello delle ciminiere, delle auto, che, inutile continuare a negarlo, sta cambiando il clima del pianeta.
Gli Stati Uniti adesso faranno marcia indietro? Ratificheranno il protocollo di Kyoto?
La tragedia alla quale stiamo assistendo potrebbe ripetersi, ma per farlo dobbiamo rinunciare al rassicurante onnipotente fumo occidentale, prima che il pianeta vada arrosto.
September 01

OGGI SU "La Repubblica"

Oggi, 1° Settembre 2005, una pagina del quotidiano "La Repubblica" conterrà l'articolo che chiede le dimissioni di Fazio, autofinanziato dai cittadini.
Vedremo cosa succederà.

Spero soltanto che il risultato non sia solo quello di favorire le vendite del giornale...

Alla prossima.
August 30

IL NOME DELLE COSE

In questi giorni si assiste ad una massiccia dose di spot riguardanti le cosiddette "edicole".

Ma non sarebbe ora di cambiargli nome?

Quello che vendono è sempre meno da leggere e sempre più da costruire o collezionare. Mi sono divertito a prendere nota di tutto quello che si può trovare in edicola in questi giorni e quindi mi chiedo una cosa: ma dove caspita li mettono i giornali? Se l'edicola è piccola, rimane lo spazio per fumetti o affini? Mah?

Allora, siore e siori, ecco a voi una veloce carrellata delle cose che troviamo in edicola. Le ho divise in tre categorie. ALLEGATI, COSTRUZIONI e COLLEZIONI.

ALLEGATI

  • Le Crociate I Cavalieri Templari. Ah, il mistero storico per eccellenza, un must per tutti quelli che si dilettano in storia antica.
  • Il Medioevo Ancora storia, ma com'è che a scuola fa schifo un po' a tutti?
  • Lupin III E vai con il mitico Lupin, un cult per gli amanti dei cartoni giapponesi.
  • Gazzenda Mammamia che roba, l'agenda della gazzetta dello sport che fa il verso alla smemoranda! Mah... sconfitta in partenza... una gran gazzenda!!
  • Totò Il mitico Tony De Curtis ormai digitalizzato nel suo bicromatico splendore!
  • I Meridiani E vai di enciclopedia! Un po' retrò.
  • Il Signore degli Anelli La trilogia è servita. Voilà.
  • La Scienza Chi ti da la storia e chi la scienza. Che bello poter scegliere!
  • Boxe in DVD Per i nostalgici dei cazzotti di antica scuola!
COSTRUZIONI

In questa categoria ti danno il primo pezzo a prezzi irrisori per poi gonfiarlo dalla seconda uscita in poi.
  • I-DROID Al modico prezzo di un paio di euro, ti porti a casa un minuscolo pezzettino di robot. Per il resto quanto sborserai? Boh?
  • HUMMER H2 Un bel modellino a benzina. Il sogno di bambino realizzato da adulto.
  • VELIERI Con la prima uscita l'albero? Che sforzo.
  • PALAZZO VECCHIO Costruirsi un capolavoro in casa. Prima uscita DUE mattoncini... rimah?
COLLEZIONI

Qui basta poco. C'è un po' di tutto. Soldatini, alpini, bersaglieri, pompieri nel mondo, biciclettine, campi di battaglia, bicchieri di venezia, carillon, macchine dei carabinieri, motociclettine (la prima è di Valentino Rossi... che culo!), Alfa Romeo, orologi... puff... pant... quanta robba!!!

Il bello è che la lista che ho stilato è INCOMPLETA!
Cazzarola, ma perché continuiamo a chiamarle edicole? Al di la di tutto, non ho niente da obiettare, prodotti come altri, c'è di peggio. Ma perché continuiamo a vendere tutto sto' ambaradan di roba nelle edicole? Creiamo negozi appositi, no?
Mi chiedo poi perché tutto questo accanimento proprio a Settembre... ed alla fine capisco! Dopo l'estate arrivano i buoni propositi... un po' come a capodanno. Mi iscriverò in palestra... mi metterò a dieta... farò qui... faro la... ma poi? Niente, il nulla più assoluto, anno dopo anno... a parte piccole eccezioni. Si cerca allora di far leva su questo. Si vendono prodotti che dovrebbero impegnarci per l'autunno e l'inverno, così queste cose stanno diventando stagionali, un po' come le pubblicità dei gelati che iniziano a Giugno.

Va beh... divertitevi pure, forse lo farò anch'io... ma mi rifiuterò di dire che sono stato in edicola!

Alla prossima!
August 27

AGGIORNAMENTO APPELLO BEPPEGRILLO.IT

Di nuovo dal blog di Beppe Grillo.


Il conto corrente per la lettera sulle dimissioni di Fazio da pubblicare su un quotidiano è il seguente, le offerte sono libere:

Beppe Grillo ABI 05018 – CAB 12100 - c/c 116276 - CIN B - BANCA POPOLARE ETICA - causale: Fazio.


Fate come vi pare, io aderisco.
August 25

APPELLO DEL BLOG BEPPEGRILLO.IT

Salve a tutti.
Copio ed incollo l'ultimo post apparso sul blog di Beppe Grillo. Leggetelo con attenzione e poi fate quello che volete. Da parte mia, parteciperò attivamente.


Cari amici del blog,

ho deciso di raccogliere l’invito di molti di voi e di pubblicare con il vostro aiuto una pagina sul Corriere della Sera con un appello per mandare a casa Fazio.
Riporto il testo che verrà pubblicato.
Il costo della pagina mi deve essere ancora comunicato.
Chiunque voglia partecipare potrà, a partire dalla settimana prossima, fare un versamento su un conto corrente intestato a mio nome presso la Banca Etica, che sarà reso noto sul blog insieme alle modalità di versamento.


APPELLO DEL BLOG BEPPEGRILLO.IT

E’ trascorso un mese da quando i giornali hanno pubblicato le telefonate fra il governatore della Banca d’Italia e alcuni protagonisti italiani della scalata alla Banca Antonveneta. E’ trascorso un mese da quando la comunità internazionale ha avuto, dalla viva voce del governatore, la prova che in Italia il capitalismo, il mercato, la libera concorrenza sono finti.

L’”arbitro” Antonio Fazio gioca con una delle squadre in campo, la Banca Popolare Italiana di Lodi. L’altra, il Banco di Bilbao(*), non ha santi in paradiso, dunque ha perso la partita prima ancora di giocarla. L’”arbitro” Fazio (con la collaborazione della sua signora) coccola il lodigiano Gianpiero Fiorani, lo invita in Bankitalia (“passando dal retro”), cestina i rapporti negativi dei suoi stessi ispettori interni sul suo amichetto “lumbard”. Lo stesso sospetto aleggia su altre scalate, da quella dell’Unipol alla Bnl a quella dei “furbetti del quartierino” Ricucci & C. alla Rcs-Corriere della sera.

Dietro il paravento di un’anacronistica e sciovinistica difesa dell’”italianità” delle banche, Fazio ha reso ridicola e inaffidabile l’Italia agli occhi del mondo. Finchè resterà in servizio un “arbitro” così, nessuno verrà più a investire in Italia. Ma intanto un bel pezzo del governo difende Fazio & C. Un bel pezzo dell’opposizione balbetta e si barcamena. Centinaia di imprenditori e banchieri sempre pronti a spiegarci il libero mercato tacciono, con le lodevoli eccezioni del presidente di Confindustria Luca di Montezemolo e pochi altri.

Il premier Silvio Berlusconi annuncia una legge per impedire le intercettazioni per i reati finanziari e mandare in galera i giornalisti che pubblicano quelle già fatte. Fazio è ancora al suo posto e non ha alcuna intenzione di andarsene. Anzi, chiede un’ispezione interna contro gli ispettori di Bankitalia che han fatto il loro dovere, opponendosi alle sue manovre e dicendo la verità ai magistrati.

Il blog beppegrillo.it, a nome di migliaia di cittadini, con un atto di democrazia diretta autofinanziato, chiede al governatore Fazio di andarsene a casa. Un uomo così mediocre non può e non deve più ricoprire un incarico così cruciale. La smetta di screditare, con la sua presenza alla Banca d’Italia, l’Italia e gli italiani.


(*)Errata corrige. Qui Beppe ha toppato, ma sbagliamo tutti. Per Antonveneta non si tratta della Banca di Bilbao, che sta scalando BNL, ma della olandese ABN amro. Niente però cambia il fatto che l'iniziativa sia lodevole.

Alla prossima, e grazie ancora a chi è passato a farmi una visitina di tanto in tanto durante la mia "assenza".
August 17

FERRAGOSTO AGRODOLCE

A volte capitano giornate chiave nelle quali per un attimo sembra di avere capito tutto dalla vita, anche se poi questa sensazione ci mette poco a spegnersi.
Il ferragosto di quest'anno è stato per me un po' questo. Vecchie amicizie ritrovate dopo tanti anni. Chi è cambiato, chi no. Chi ha dei figli, chi no. Chi è sposato, chi no. Chi ha più vistosi i segni del tempo, chi no. Alcuni proprio non ci sono più.
Ti soffermi allora a pensare a quello che realmente conta nella vita, a come ci arrabattiamo a voler cambiare le cose, senza quasi renderci conto che quelle, le cose, cambiano da sole, indipendentemente dalla nostra voglia o meno di intervenire. Pensi alle loro vite ed alla tua, fai dei paragoni, misuri la felicità di ognuno o almeno ci provi. Per un attimo hai una leggera invidia per chi, in tempi come questi, è riuscito a farsi una famiglia, poi pensi che magari sono loro ad invidiare la tua libertà. Alla fine concludi che nessuno ha niente da invidiare all'altro e che ognuno ha avuto e sta avendo un cammino differente. Forse qualcuno ha o sembra avere avuto più fortuna, ma non è questo che conta. Pensi alle infinite possibilità che ci hanno portato tutti a questo punto, al perché sono state prese certe strade invece di altre, a quante altre persone saresti potuto essere. Se io non avessi... Se lei non fosse stata... Alla fine realizzi con stupore che forse la vita si misura con il coraggio delle azioni. Ad ogni bivio, ad ogni decisione presa, corrisponde un piccolo o grande atto di coraggio, il coraggio di vivere senza lasciarsi vivere. Così il pensiero corre a quell'atto di coraggio che non sei riuscito a realizzare, quello che ti ha fatto dubitare per anni di averne veramente. Una rivelazione poi ti ha fatto capire che a volte i motivi possono essere diversi da quelli a cui hai creduto per anni e capisci un po' con sollievo ed un po' con amarezza che tu il coraggio l'avevi avuto, ma che non l'aveva avuto lei...

Saluto tutti quelli che durante questa mia "assenza" hanno continuato a lasciarmi dei messaggi. Presto vi verrò a salutare uno per uno. A presto.
 
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